couple having sex and using smartphone

L' incontro con la Singola

Prossima fermata Roma Tiburtina. Tocca a me. Scendo trafelato dal treno, informo Sara con un messaggio (spunte blu immediate) prendo la metro come indicato dal programma, l’eccitazione se possibile sale ancora di più. Silvia non so che faccia abbia. Però sento che potrebbe essere qua intorno, così scruto i volti delle ragazze intorno a me. Sara ha letto il messaggio, ma non risponde, cosa starà confabulando? Mi sento come nel grande fratello.
Qualcuna, o forse più di una, mi sta spiando e io non so come comportarmi…
Noto una ragazza seduta sul treno della metropolitana, ha un’espressione in viso particolare, sembra divertita: sarà lei? Le ammicco istintivamente, salvo poi pentirmi subito dopo: e se non è lei? Però il suo sguardo non sfugge al mio, gioca un po’ con me, e se possibile fa salire ancora di più il livello di eccitazione. Non è bella. Di quelle bellezze mozzafiato, ma che non ti dicono nulla. È donna nella sua pienezza. È un essere umano ricco di sexappeal. Dai suoi fianchi abbondanti, al suo seno appena accennato, ma tremendamente eccitante. Il mio amico si rifà nuovamente vivo e mi dà il suo parere positivo, così provo ad immaginarmela nella sua intimità. Poi penso a mia moglie e mi congratulo mentalmente con lei. Non poteva scegliere meglio. Poi però scende alla fermata prima della mia. Azz che delusione!

Arrivo in albergo

Una struttura piccola, ma carina, faccio il ceck in guardandomi intorno. Nella hall ci sono un gruppetto di persone: due donne ed un uomo. Forse Silvia è una di loro? Il ragazzo della reception mi dà una scheda magnetica come chiave, mi indica il secondo piano e mi informa che la mia collega che dovrebbe arrivare per la riunione non è ancora arrivata. Mi dice di salire tranquillamente in camera, darà alla mia “collega” una nuova tessera e mi saluta con aria distaccata: chissà se è pure lui coinvolto da quella furbetta di mia moglie? Comunque, devo ammettere che l’idea della collega è una genialata! Salgo allora in ascensore. Mi guardo allo specchio e mi scopro con la faccia stanca, ma estremamente eccitata. Arrivato davanti alla camera passo la scheda sul lettore e la serratura si apre con un sonoro TAC: ho un’esitazione prima di entrare: e se invece Silvia fosse già dentro? E se invece di questa fantomatica Silvia ci fosse dentro mia moglie Sara?? E se fossero dentro entrambe??? Un sorriso compiaciuto mi si stampa sul volto e il mio amico lì sotto facendo nuovamente capolino mi incita ad entrare come fece Giulio Cesare a Roma! Apro tutto tronfio e … nulla! tutto vuoto! Azz maleddetta la mia fantasia! Devo stare ai programmi, lo so, lo sapevo, ma io sono fatto così, il mio cervello vaga, cerca, si incuriosisce, crea fantasie sempre nuove e… spesso rimane deluso! Appoggio la tessera con il numero di camera vicino al cuscino. Scatto una foto e invio a Sara. Due spunte blu istantanee. Azz è proprio sul pezzo la ragazza! Chissà dove sarà in questo momento? Deciso di inviarla anche a Susanna, con un messaggio: mi raggiungi? Se la conosco un po’, questa foto la farà bagnare tutta… Passano pochi minuti che sembrano un’eternità, nel frattempo sistemo le cose nell’armadio, accendo sull’Iphone la mia playlist creata apposta per queste occasioni e… blin arriva un messaggio da parte di Sara: è in simbolo della doccia. Un po’ come il cane di Pavlov nel famoso esperimento, appena vedo il segnale di mia moglie mi eccito nuovamente. Le mani sono fredde, come quando sono sotto stress, le pupille dilatate, il cazzo veramente duro come il legno. Entro in bagno, lascio la porta socchiusa per sentire eventuali rumori provenienti dalla stanza e mi infilo in doccia. L’acqua è calda, rilassante e il profumo del bagnoschiuma al latte che si espande nell’aria, mi porta lontano, per un attimo non penso più a nulla, solo a godermi quel getto di acqua calda sul mio corpo stanco. Ad un certo punto… TAC: lo scatto della serratura mi riporta in me. Sento entrare qualcuno in stanza. Sento che questa persona comincia ad armeggiare con qualcosa, ma non capisco bene cosa stia facendo. Il rumore dell’acqua o forse l’eccesso di eccitazione mi impedisce di capire cosa sta succedendo di là. Così ritorno a fantasticare: me la immagino entrare in doccia da un momento all’altro. Invece nulla. A furia di insaponarmi il cazzo sto quasi per venire. Allora mi blocco, mi faccio coraggio e chiudo l’acqua.

 Dalla stanza si sente solo la musica. Comincio ad asciugarmi davanti allo specchio e confesso che mi vedo strano: sono diverso, è tutto diverso senza Sara, però so che lei c’è, è solo in un’altra stanza ed è eccitata quanto me, forse ancora di più. Allora faccio un lungo respiro de esco dal bagno. Silvia è sdraiata sul letto, appoggiata su di un fianco, in intimo nero e … bendata! Un sorriso furbetto ed un’espressione soddisfatta come a voler dire: io non posso vederti in questo momento, ma cazzo come ti immagino eccitato! Ed ha ragione! Penso subito a Sara (questa della benda è stata sicuramente una sua idea) e vorrei inviarle una foto di questo momento, ma l’iphone sta facendo da cassa e l’attimo va vissuto (e so che Sara condividerebbe anche questa idea). Così mi avvicino a lei e comincio a sfiorarla. Per un momento penso a quanto deve essere “pazza” questa giovane ragazza che entra di nascosto nella stanza di uno sconosciuto, si spoglia, si benda e aspetta di ….
Alla sua età non sarei mai stato così audace e così mi sono perso un sacco di opportunità, però ora tutto è cambiato: penso allora alla mia Sara e l’immagino a nel nostro letto con il suo “succhiaclitoride” tra le gambe a fantasticare su questa scena e a godere con noi. Penso anche a Susanna che nel frattempo eccitata come era dalla situazione avrà aggredito sessualmente il marito al rientro dal lavoro. Starà sicuramente scopando come una forsennata e intanto pensa a quanto sta succedendo in questa stanza. Così mentre accarezzo Silvia, penso alle altre due donne che godono con noi e più il suo corpo si contrae sotto i miei polpastrelli più quella assurda, fantastica, irreale situazione mi pervade l’anima. La bocca di Silvia è uno spettacolo, è carnosa, vogliosa, eccitante, così le infilo dentro due dita. Sento quella lingua calda e morbida e non resisto, così le infilo dentro tutto il mio cazzo. La cappella è gonfia e calda e la sua capacità di succhiarla mi manda in estasi, lo lecca e lo succhia come una dea, così mi deciso a ricambiare buttandomi sulla sua fighetta a lingua spianata.
E’ un lago di piacere e sotto i colpi della mia lingua in un attimo raggiunge il suo primo orgasmo. E anche se la sua voce è soffocata dal mio membro nella sua bocca, mi fa impazzire sul suo gemere soddisfatta. Sono un amante dell’orgasmo femminile, non ne ho mai abbastanza e come mi ha insegnato Milan Kundera ogni donna gode in maniera differente e il bello sta nello scoprire queste piccole grandi differenze. La giro a pecorina, mi infilo il preservativo preparato da mia moglie, e comincio a picchiettare il mio cazzo sul solco tra le due belle chiappe. Lei sculetta vogliosa, ancora bendata mi esorta ad entrare in lei ed io mi perdo solo un paio di secondi per immaginare nuovamente il mio letto fradicio di Sara e il divano dove Susanna sta scopando con suo marito. Così senza annunciarlo, glielo infilo direttamente nel culo. Silvia rimane senza fiato per un istante, poi comincia a gemere di piacere e subito dopo viene nuovamente con un fragoroso orgasmo. 

Solo ora si toglie la benda, mi guarda negli occhi e mi dice “tua moglie mi aveva detto che avresti rispettato le consegne… Le ho chiesto io di essere presa direttamente dietro, ma ti confesso che non pensavo che l’avresti fatto con una sconosciuta, per altro bendata”. “Ogni desiderio è un ordine” e scoppiamo in una allegra risata. “Siete una coppia meravigliosa, sono molto affascinata dal vostro rapporto”. “io invece ammiro la tua spensieratezza, ti invidio per come riesci ad approcciarti alla vita in maniera leggera”. “Dai non farmi troppi complimenti altrimenti Sara si ingelosisce! Ahahah. A proposito di Sara, prendi il cellulare e scattami qualche bella foto mentre ti faccio un bel pompino, così la facciamo partecipe” Silvia comincia così a succhiarmi il cazzo e mentre invio a Sara una serie di scatti cercando di riprendere la scena da tutte le angolazioni, arriva un messaggio vocale da mia moglie.
Lo apro mentre Silvia continua a la sua lenta ma incessante opera con la lingua e sentiamo insieme la voce di Sara che urla un intenso orgasmo alla fine del quale mi incita a fare lo stesso…

“Vieni amore mio, vieni con me!”
Ogni desiderio è un ordine!

 

Autori del racconto la coppia di Iol.im, Wonder, racconto presente anche nella sezione racconti erotici del sito www.Iol.im.

Scritto da:

IOL Staff

IOL.im Staff